Avventure in Equilibrio

Il festival della danza parla francese
Da martedì 13 febbraio torna la rassegna dedicata al balletto, sempre meno di sperimentazione e più di repertorio, con la direzione artistica di Roger Salas
di Laura Martellini

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Equilibrio all’Auditorium cambia il suo baricentro: da festival delle avanguardie, a focus sulla danza del 900 e di repertorio. A imprimere una svolta il direttore del festival, quest’anno dedicato alla Francia e presentato a Palazzo Farnese, Roger Salas: «Basta solo anteprime italiane. Ci sono spettacoli visti a Torino o Milano che il pubblico romano è felice di ammirare. A un costo inferiore per chi ospita. Per noi — è sferzante — la danza è un atto culturale, non commerciale. Preferiamo l’avventura, alla lista di nomi famosi». Prosegue: «Senza repertorio non c’è avanguardia, vale soprattutto per i giovani». Aggiunge José Dosal Noriega, ad di Musica per Roma: «L’Auditorium conferma la sua vocazione internazionale, a Luglio suona bene avremo Patti Smith, King Crimson, Simple Minds, Ringo Starr».

La compagnia di Maguy Marin, musa della nouvelle danse
Il festival parte dalla compagnia della musa della nouvelle danse française Maguy Marin, di cui martedì 13 febbraio viene rappresentato Bit: il ritorno, per lei vicina alla danza-teatro e all’installazione, al movimento. Una lotta per sei interpreti ossessionati dal ritmo, sulle note techno di Charlie Aubry. Fra le compagini mondiali più solide, Ballet Nice Méditerranée è presente con due capolavori del balletto del 900, Cantate 51 di Maurice Béjart e L’Arlésienne di Roland Petit, giovedì 15, il primo rimontato da Eric Vu-An alla guida della compagnia. Bach divino, un’opera astratta che ha sconvolto la danza con la sua semplicità e atemporalità. Per L’Arlésienne Petit venne ispirato da Cocteau: nel dramma d’amore il corpo di ballo in bianco e nero assume un piglio quasi marziale.

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Système Castafiore e la Teoria dei prodigi
La visione si fa più spiccatamente attuale con Théorie des prodiges, sabato 17, della compagnia Système Castafiore, fondata nel 1990 da Marcia Barcellos e Karl Biscuit. Il balletto incontra le arti plastiche, la teoria sull’universo si snoda in dodici quadri. Esplora invece le radici mediterranee il franco-algerino Hervé Koubi che in Les nuits barbares ou les premiers matins du monde mette in scena danzatori in gonna che sembrano dervisci, armati di lame fra Mozart e Fauré, breakdance e hip hop.

Cardini di Maliphant, Millepied e Forsythe
Il vocabolario classico stravolto, destrutturato, ricomposto: a far rivivere un capitolo di storia della danza è Ballet de l’Opéra de Lyon con tre lavori. Di Russell Maliphant si rivede Critical Mass, potente passo a due del 1998, misto di ferocia e armoniosità. La firma di Benjamin Millepied per Sarabande, quartetto maschile sulle Sonate e partite per flauto e violino soli di Bach. Infine Steptext, del 1985, a firma Forsythe: una donna in rosso e i suoi tre partner maschili intrecciano passi a due esplosivi in un’ambivalenza di nero e di luce, musica e silenzio. Ballet2000 Venerdì 16 Alfio Agostini di e Brigitte Lefèvre raccontano la danza francese. E dal 13 in mostra le foto di Frédéric De Faverney.

Fonte : http://roma.corriere.it

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