Morta la ballerina Elisabetta Terabust: scoprì Bolle e Murru

Era nata a Varese nel 1946. Ga danzato con i più grandi ballerini del nostro tempo, da Rudolf Nureyev a Erik Bruhn

Pubblicato il 5 febbraio 2018
Ultimo aggiornamento: 5 febbraio 2018 ore 15:16 Vota questo articolo
Elisabetta Terabust (Ansa)
Elisabetta Terabust (Ansa)
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Varese, 5 febbraio 2018 – Si è spenta questa notte a Roma, Elisabetta Terabust, la ballerina, nata a Varese nel 1946. Era direttrice onoraria della Scuola di ballo del teatro dell’Opera di Roma, dove era stata prima ballerina nel 1966 ed e’toile nel 1972. Artista e interprete versatile, di grande generosità e sensibile alle innovazioni dei coreografi contemporanei come al grande repertorio classico, ha danzato con i più grandi ballerini del nostro tempo, da Rudolf Nureyev a Erik Bruhn, da Paolo Bortoluzzi a Peter Schaufuss e Patrice Bart, e per coreografi straordinari tra i quali Roland Petit. Il Teatro alla Scala e il suo Corpo di Ballo la ricordano e sono in lutto per la sua scomparsa.

Al Piermarini Terabust ha assunto l’incarico della direzione del Corpo di Ballo per quattro anni dal 1993 al 1997; attenta alle nuove energie coreografiche e alle nuove generazioni, ha fatto emergere nuovi talenti primi fra tutti gli allora giovanissimi Roberto Bolle e Massimo Murru e portato alla Scala importanti coreografi in repertorio tra cui MacMillan e Glen Tetley; sempre alla Scala e’ tornata, nuovamente come direttrice nel 2007 – 2008. In una intervista, una frase che sintetizza il suo pensiero “Il repertorio del passato non morirà mai. Ma il pubblico ama anche la buona danza contemporanea: perche’ la danza è una, purché sia di alta qualita’”. A Elisabetta Terabust sarà dedicata, il 10 marzo, la recita inaugurale del trittico Mahler 10/Petite Mort/Bole’ro. Per ricordarla, prima della rappresentazione di Goldberg-Variationen di domani sera verrà osservato un minuto di silenzio.

“Interprete versatile, di grande generosità e sensibile alle innovazioni dei coreografi contemporanei come al grande repertorio classico – ricordano da Piermariani-, ha danzato con i più grandi ballerini del nostro tempo, e per coreografi straordinari tra i quali Roland Petit e con lo stesso entusiasmo e apertura culturale e artistica ha assunto l’incarico della direzione del Corpo di Ballo scaligero per quattro anni dal 1993 al 1997. Attenta alle nuove energie coreografiche (ricordiamo il Progetto Contemporaneo alla Scala) e alle nuove generazioni – prosegue la nota di teatro e danzatori -, ha fatto emergere nuovi talenti primi fra tutti gli allora giovanissimi Roberto Bolle e Massimo Murru e portato alla Scala importanti coreografi in repertorio tra cui MacMillan e Glen Tetley; sempre alla Scala è tornata, nuovamente come direttrice nel 2007 – 2008”.

Fonte : www.ilgiorno.it